007 mi fa un baffo: Rio de Janeiro e la Minox 35 ML

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A brevissimo farò un viaggio in Brasile per restituire la visita di quest’estate al mio amico Sandro (www.dalbrasile.com) e una delle tappe sarà Rio de Janeiro. Inutile dirvi da quanto tempo sogno di visitare la “Cidade Maravilhosa”, e l’emozione di salire sul Pan di Zucchero o di bersi una caipirinha sulla spiaggia di Copacabana è pari alla vera e propria paranoia che mi freghino l’attrezzatura fotografica.

Un bel dilemma: visitare una città da sogno senza poter avere l’obiettivo ideale per la situazione ideale…

Ma visto che andrò a Rio strettamente in veste di turista, ho deciso di utilizzare la tattica migliore per tutte le grandi città sudamericane: l’approccio stealth, ovvero farsi notare il meno possibile.

E la soluzione, da affiancare alla mia vetusta Canon Powershot G7 con scafo sub – per affrontare eventuali immersioni o, più probabilmente, spiagge e temporali tropicali – si chiama Minox 35 ML.

La Minox originale era la macchina fotografica delle spie, pensata in Germania nel 1922 e finalmente prodotta a partire dal 1936: un prodigio di miniaturizzazione.

Per un uso meno “estremo” fu introdotta negli Anni Settanta la Minox 35 (dove 35 sta per 35mm, il formato della pellicola), e fu prodotta in varie versioni fino alla fine degli Anni Novanta. Caratteristiche principali le dimensioni ridotte, l’ottica 35mm f/2.8 di altissima qualità (che si ritrae all’interno del corpo macchina quando si chiude il coperchio anteriore), comandi manuali (poi anche Program), messa a fuoco a stima, ricarica con leva a “due colpi” e classe da vendere.

Già mi vedo in giro per Ipanema e Botafogo: t-shirt bianca, infradito e cargo shorts con la fida Minox in una tasca e tre pellicole 400 ASA nell’altra… Pregate per me 🙂