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Creatività e ispirazione

Guardate questo video incredibile dello splendido lavoro di preparazione per la serie “Gaia, The Birth of an End” della fotografa Kristy Mitchell. Fotografie di questo tipo non sono solo frutto di qualche trucchetto in Photoshop ma arrivano dopo giorni passati a creare i costumi e ore passate a truccare e posare la modella. Ma prima di tutto ci vuole l’idea, la previsualizzazione che guida verso il risultato finale.

Wonderland – ‘Gaia, The Birth Of An End’ – Kirsty Mitchell Photography from FX Films on Vimeo.

Trasformare la propria passione per la fotografia in un lavoro

L’argomento è ovviamente troppo ampio per essere esaurito in un unico post, ma vale la pena affrontarlo per iniziare almeno a prendere la mira.

Se volete trasformare la vostra passione per la fotografia in un lavoro dovete innanzi tutto darvi delle priorità e degli obiettivi.

Si, perché non riuscirete MAI a proporvi in modo convincente a potenziali clienti se prima non avrete ben chiaro in mente la direzione che volete prendere.

La fotografia è una passione bellissima, ma  trasformarla in professione non è proprio un gioco da ragazzi, a prescindere dal vostro talento e da quanto belle e uniche possano essere le vostre immagini (una cosa che qui do per scontata: se le vostre immagini non fossero “obiettivamente” all’altezza non dovreste nemmeno leggere queste righe).

Innanzi tutto sappiate che quello che si dice sui vari blog e forum è vero: un fotografo professionista passa il 75% o forse anche l’80% del suo tempo al computer, al telefono e in macchina… e solo il restante 20-25% dietro all’obiettivo.

Se volete trasformare la vostra passione in un lavoro dovete trattarlo come tale: business prima di tutto. Ovvero massima attenzione al budget ($$$!)

Essere pagati per scattare non vuol dire guadagnare i soldi per comprarsi tutta quell’attrezzatura che segretamente sognate da sempre e non vi siete mai potuti permettere. Dovete superare il circolo vizioso dell’amatore che pensa che la gran parte di una foto sia fatta dall’attrezzatura. E che fallisce entro il primo anno perché ha speso troppo in quel bellissimo Canon EF 50mm 1.2L e quella meravigliosa EOS 5D MKIII…

Il vostro scopo DEVE diventare l’ottenere la miglior foto possibile (quella che soddisfa il cliente, non  il vostro ego) e che allo stesso tempo vi dia il maggior profitto. Tagliate le spese inutili o fatte “di pancia” e badate al sodo, specialmente all’inizio.

Non fate l’errore di scegliere la qualità dell’attrezzatura in base al costo. Non sbattete via i soldi ma considerate anche questo: ogni professione richiede un investimento, se 5mila o 6mila euro per partire vi sembrano troppi allora forse dovreste riconsiderare la vostra scelta.

L’attrezzatura va costruita in base al tipo di fotografia che farete. Non esiste il corredo universale, ma solo il set appropriato per quel tipo di foto che volete ottenere. Quando vi allargherete ad altri stili e tipi di fotografia sarà il momento di espandere il corredo, non prima.

Ed eccoci al punto fondamentale, che accennavo all’inizio: dovete trovare la vostra direzione, e in base a quella costruire tutto.

TROVATE LA VOSTRA NICCHIA E DEDICATEVI AL 100% SENZA DISTRAZIONI, più vi specializzate maggiori saranno le possibilità di raggiungere una clientela specifica e fedele. Sarà dura all’inizio, ma quando finalmente otterrete i vostri primi lavori saprete già cosa fare e come farlo, senza dover improvvisare niente.

Vi piace fare ritratti? Ovvio che non potete partire aprendo uno studio fotografico da zero, ma dovete comunque ragionare in quei termini. Come corredo vi basteranno un copro macchina a pieno formato e due ottiche fisse (tipo un 35mm e un 85mm). Vero, potreste partire anche con uno zoom, ma alla lunga non sareste contenti e finireste per cambiarlo, tornando al solito problema legato alla mania di sempre nuova e migliore attrezzatura. Poi vi servirà un flash, un set di trigger (Pocket Wizard o simili) per usare il flash off-camera, un cavalletto e un ombrellino per diffondere la luce. Un altro investimento “furbo” all’inizio potrebbe essere un secondo cavalletto su cui montare uno di quei fondali pieghevoli. In questo modo sarete indipendenti da ogni situazione di luce e di sfondo e potrete scattare in ogni ambiente.

Volte fare foto sportive? Scegliete un corpo macchina con buona resa agli alti ISO e un tele lungo e luminoso. Il flash potrebbe essere prezioso, ma dipende dalle circostanze e dalla distanza tra voi e il soggetto.

Natura e paesaggio? Un buon corpo macchina, un 20mm, un 50mm e un tele dovrebbero essere abbastanza per partire. Aggiungere un treppiede di qualità con una testa a sfera, uno scatto remoto e una serie di filtri di alta qualità (parlo di 100 o 150 euro l’uno, non la robaccia di eBay): polarizzatore, filtri ND, filtri ND graduati.

Street & Urban? Scegliete un corpo macchina leggero con buona resa agli alti ISO, uno zoom corto luminoso (tipo un 16-35mm 2.8) e un medio tele per ritratti estemporanei in luce ambiente (85mm 1.8). Il flash potrebbe essere utile in remoto ma delle volte il lampo toglie l’effetto sorpresa e limita la spontaneità dello scatto. Più roba vi portate dietro e più tenderete a “pasticciare”, perdendo lo scatto giusto proprio mentre cambiavate obiettivo. E darete anche nell’occhio, attirando l’attenzione dei ladri.

Quindi, per ricapitolare, NON SPENDETE INUTILMENTE in attrezzatura: se vi avanzano dei soldi utilizzateli per PROMUOVERE il vostro lavoro. Risparmiate i 500 Euro di un secondo flash e pagateci (ad esempio) un weekend a Parigi, dove scattare per tre giorni a fila. Scegliete dei temi da sviluppare, create dei progetti, investite sul vostro portfolio e spingetelo su ogni piattaforma possibile. Twitter, Facebook, Instagram, Pinterest… Ovunque! Stampate il vostro book e lasciatelo nelle redazioni e nelle agenzie, realizzate un sito web professionale ed accattivante (un primo progetto potrebbe proprio essere questo – realizzare le foto per il sito), create dei biglietti da visita stilosi e teneteli sempre a portata di mano.

Considerate fonti alternative di pubblicità: bacheca in università? Giornali di annunci gratuiti? Google Ads? Promozioni a pagamento su Facebook o Twitter? Giornalino della scuola di vostro figlio/fratello? Bar del paese? Forum o siti internet di amici… tutto!

E soprattutto non abbiate paura di spendere qualche centinaio di euro in promozione: è un investimento, non un costo.

Per assurdo è l’attrezzatura ad essere un costo…

Bambi Cantrell: Expression over Perfection

In questo breve video la famosa fotografa di matrimoni Bambi Cantrell, considerata una delle migliori al mondo nel suo genere, regala alcuni preziosi consigli di cui chiunque può usufruire, anche al di fuori del contesto fotografico di un matrimonio.

Il video è in inglese, ma nella seconda parte dell’articolo (sotto il video) vi traduco le parti principali.

Continua la lettura di Bambi Cantrell: Expression over Perfection

GIVI Happy Holidays: dietro le quinte

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Con questa bella immagine realizzata per GIVI USA vi auguro Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Se siete curiosi di sapere come l’abbiamo realizzata…

L’idea nasce ovviamente dal mio “braccio destro creativo” Samuela Premoli, che ha come sempre non solo suggerito il concetto ma lo ha poi realizzato. Ecco la foto finale,  realizzata qui nel mio studio di Atlanta e rielaborata poi in Photoshop per aggiungere il logo e le scritte.

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Qui invece le fasi della realizzazione, a partire dalla torre di bauletti GIVI, avvitati tra di loro

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poi la mascheratura dei loghi

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poi la spruzzata con la neve finta

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poi ancora neve finta

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sempre più neve finta

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poi, dopo aver appoggiato il pupazzo sulla base, Samuela ha risistemato l’ovatta

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infine gli ultimi tocchi, come il naso

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gli occhi e le braccia con i guanti

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e per finire la sciarpa e il cappello

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et voilà, l’unica altra modifica che abbiamo fatto è stato ripulire il pulsante centrale del bauletto in alto, per farlo sembrare la lingua del pupazzo.

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Come avrete notato per le luci ho usato un bank grande sulla sinistra come key light e uno stripbox a destra, per dare separazione dallo sfondo.

5 buoni motivi per non fare il fotografo

1) concorrenza di bassa qualita’ che lavora gratis (lo zio al matrimonio, il figlio del nuovo responsabile acquisti in ditta, il cugino che fa il ritratto al parco…)

2) lenta morte della carta stampata, non ci sono piu’ i soldi di una volta, diminuiscono radicalmente le opportunita’ di un lavoro ben remunerato

3) aumento delle pubblicazioni su internet o in formato elettronico: la qualita’ richiesta per le foto non e’ piu’ la stessa della stampa. Adesso anche uno scatto croppato al 70% e ritoccato in PS fino alla nausea va bene per la pubblicazione

4) eccessivo costo dell’attrezzatura di qualita’ rispetto a quanto il lavoro venga poi remunerato

5) complementare al punto 4), la bassa qualita’ richiesta apre il campo ad attrezzatura di valore inferiore. Minor sbarramento a livello di investimenti, aumento esponenziale della concorrenza del tipo “mordi e fuggi”

Il risultato finale e’ un crollo del livello generale della qualita’: la mancanza di soldi innesca una spirale a scendere a tutti i livelli.

Spariscono art director e photo editor a favore di “factotum” sottopagati, il cui unico lavoro in tempo di crisi e’ restare nel budget (minimo) imposto dal cliente. E per assurdo la mancanza di qualita’ in generale rende invisibile al cliente stesso la differenza che potrebbe esserci tra un lavoro ben fatto e uno mediocre. Non essendoci riferimenti per misurare la pochezza delle foto appena ricevute, va bene tutto.