Category: Musica
Intervista con The King of the Blues…
Il discorso parte da lontano: settimana scorsa stavo guidando di ritorno da NYC dopo il concerto dei Rammstein e ho messo su il CD “Sill Got the Blues” di Gary Moore (1990). Anche se di base era un metallaro, Gary ha imbroccato un bell’album con svariate collaborazioni importanti (Albert King, Albert Collins) e altrettanti citazioni tra cui The Bluesbrakers di Mayall e Clapton, e “King of the Blues” dedicata a B.B. King.
Proprio in questa canzone Gary canta la frase “He lost his heart to a woman, Lucille was her name”, riferendosi alla presunta storia che porto’ BB a chiamare “Lucille” ogni sua chitarra da quel momento in poi.
Beh, quel riferimento e’ sbagliato.
Come lo so? Perche’ BB King in persona racconto’ la vera storia a Mauro Gervasini e me, durante una intervista che gli facemmo a inizio Anni ’90 a Lugano per “Lombardia Oggi”.
Innanzi tutto un aneddoto interessante: prima di entrare nel camerino di BB un tizio enorme ci venne incontro chiedendoci i nostri nomi. Noi volevamo fargli lo spelling ma il tipo disse che BB voleva che lui li trascrivesse su un bigliettino proprio come noi li pronunciavamo, in modo da poterci chiamare per nome nel modo corretto durante l’intervista. Un vero Re!
Comunque… veniamo alla parte di Lucille: BB ci racconto’ che quando era ancora giovanissimo e squattrinato nel Mississippi, stava suonando d’inverno in un juke joint, ovvero quei club improvvisati dove la gente di colore andava a ballare di sera nei weekend. Faceva molto freddo e come di consueto al centro sala c’era una stufa a kerosene. Qui viene il bello: la “stufa” nei juke joint era di solito un barile senza coperchio, riempito di kerosene a cui si dava fuoco in superficie. Incredibile ma vero (alla faccia della ASL e della pubblica sicurezza) il carburante bruciava solo in superficie e scaldava l’ambente per ore. Quella sera pero’ due uomini litigarono e finirono per rovesciare il barile, spargendo il kerosene ed appiccando fuoco al locale come fosse un fiammifero. Nella fretta di scappare e salvarsi la pelle BB lascio’ dentro la sua chitarra (l’unico oggetto che possedeva a quel tempo, e unico mezzo di sostentamento) ma, arrivato sulla soglia, decise di tornare indietro e recuperarla. La cosa gli riusci’ solo per miracolo, perche’ una enorme trave incandescente cadde dal soffitto e lo manco’ per pochi centimetri. Pochi minuti dopo, quando si trovava in salvo nel cortile di fronte al juke joint, BB apprese che i due uomini avevano litigato per via di una donna, il cui nome era Lucille, appunto. Da quel giorno BB inizio’ a chiamare ogni sua chitarra Lucille, per ricordargli che la sua vita valeva piu’ di qualsiasi chitarra. Al momento in cui lo intervistammo BB stava usando Lucille numero 13.
