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Aggiornamento: fotoritocco in Lightroom 4

Avevo già scritto qualcosa in merito (http://www.amblogsioni.com/wordpress/fotoritocco-in-lightroom.html) ma voglio tornare brevemente sull’argomento, visto che alcuni canoni sono cambiati per quanto riguarda Lightroom nella versione 4.

Soprattutto il programma ha adesso una “resa” maggiore di ogni effetto, dunque i livelli a cui spingevo i vari pennelli sono adesso da ridurre notevolmente. Ad esempio la “clarity” che prima abbassavo anche fino a -40 in Lightroom 3, in LR 4 ho notato che ottengo già l’effetto desiderato tra -15 e -20 (levigare la pelle senza annullare i pori).

Poi ho smesso di usare i pennelli “enhance iris” e “red lips” che mi davano un effetto troppo finto.

Ho poi creato due pennelli basati sullo sharpening, uno che aumenta la nitidezza, l’altro che la diminuisce (chiamato “unsharp”).

Attualmente nel mio workflow mi muovo così (ricordatevi usando i pennelli di selezionare sempre l’opzione “automask”):

  1. rimozione di tutte le imperfezioni della pelle con lo strumento “heal”
  2. riduzione della clarity a -15 o -20 a seconda dell’eta e delle condizioni della pelle della modella
  3. “teeth whitening” per schiarire il sorriso (senza esagerare!)
  4. “eye brightening” per schiarire il bianco degli occhi, rendendo l’iride più contrastato e visibile
  5. “skin soften” per ammorbidire la pelle
  6. “unsharp” per alleggerire i segni nelle zone problematiche (zampe di gallina attorno agli occhi, occhiaie o borse, rughe sul collo e nella scollatura)
  7. infine “sharpness” per risvegliare le zone che voglio far risaltare: sopracciglia, occhi, bocca, denti, capelli, unghie, gioielli ed orologi, disegni particolari o trame dell’abbigliamento.

 

Adobe Photoshop Lightroom 4 | photo management software beta – Adobe Labs

Adobe Photoshop Lightroom 4 | photo management software beta – Adobe Labs.

Adobe ha pubblicato la scorsa notte la public beta di Lightroom 4. Ci sono molte novita’: modulo per la pubblicazione dei libri, modulo mappe, nuovo strumento luci/ombre, miglioramento degli effetti clarity e vibrance, estensione dei pennelli per correzioni locali (es. noise, saturation, white balance) e tanto altro ancora.

Scaricatelo gratis e “giocateci” fino al 31 marzo, poi sara’ a pagamento (upgrade inclusa).

The Self Esteem Act: Parents Pushing to Pass Anti-Photoshop Laws in the US

The Self Esteem Act: Parents Pushing to Pass Anti-Photoshop Laws in the US.

L’idea in se non e’ male: questa coppia di genitori chiede che ogni foto ritoccata che appaia su media e stampa riporti una piccola dicitura “Verita’ nella pubblicita’”, sottolineando implicitamente che la foto e’ stata ritoccata.

A parte che da domani vedremmo OGNI foto al mondo con una bella patacchina rossa che dice “Truth in Advertising”, c’e’ da chiedersi da dove arrivi questa iniziativa del Self Esteem Act.

Gia’ il nome la dice lunga: la paura e’ che le fragili menti dei teenagers americani vengano indotte a credere che Julia Roberts (44 anni – qui ritratta in una foto reale e nella campagna Lancome che e’ stata messa al bando lo scorso luglio in Inghilterra per eccessivo fotoritocco) abbia ancora la pelle di una ventenne.

Non so che dire, se le menti dei teenagers americani sono fragili e’ colpa di un sistema di valori che mette al primo posto la TV come verita’ assoluta. Ai genitori fa comodo piazzare i bambini davanti alla televisione per ore, ma poi non vengano a lamentarsi se si trovano per le mani un branco di automi a cui e’ stato fatto il lavaggio del cervello.

La verita’ e’ che il “politically correct” sta ottundendo le menti dei piu’: qui in Georgia hanno provato a fare una campagna per sensibilizzare sull’obesita’ infantile. Nei cartelloni c’erano dei bambini sovrappeso con didascalie del tipo “E’ difficile essere la piccina di papa’ quando non hai niente di piccino” e roba del genere. Ovviamente c’e’ stata una enorme levata di scudi, le associazioni dei genitori e vari gruppi di cittadini “sovrappeso” sono entrati in rivolta e i cartelloni sono spariti con la stessa fretta con cui erano apparsi. Niente campagne shock all’inglese qui, grazie.

Resta il fatto che le immagini photoshoppate stanno rasentando il ridicolo, e secondo me in molti casi si dovrebbe parlare di pubblicita’ ingannevole: non esiste una cremina francese miracolosa che ti fa perdere 25 anni di rughe in 3 applicazioni!

Personalmente sono stato coinvolto in una situazione da “ritocco impossibile” lo scorso anno a Los Angeles. Un noto giornale femminile che parla di capelli ed e’ rivolto al pubblico afro-americano, mi ha contattato per una serie di scatti di una hair stylist locale. La paga proposta era mediocre, e le richieste in termini di fotoritocco erano assurde: secondo le loro immagini campione avrei dovuto far sembrare i capelli un blocco di plastica lucida nero corvino, e la pelle delle modelle come se fosse ricoperta da uno strato di seta… Poi avrei dovuto rialzare gli zigomi e tirare gli occhi per dare un’aria orientale a tutte. Parliamo di 2 o 3 ore di fotoritocco per ogni singolo scatto, per un compenso che in totale mi avrebbe fruttato piu’ o meno $4 all’ora (quando qui la paga minima per cuocere gli hamburger da McDonalds e’ $7.25…).

Fotoritocco in Lightroom

Dalla versione 2.0 Adobe Lightroom include la funzione “Adjustment Brush”, che permette di applicare delle correzioni a livello locale direttamente in ambiente a 16 bit prima di passare alla conversione JPG. Il vantaggio è ovvio, perchè in questo modo si può lavorare sul file alla massima risoluzione (RAW) e convertire in JPG  solo il risultato finale.

Le azioni permesse in Lightroom non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quanto si può fare in Photoshop, ma nella maggior parte dei casi in cui si deve semplicemente applicare qualche ritocco locale ad un ritratto, per esempio, possono essere più che sufficienti.

Normalmente parto con lo strumento clone per rimuovere le piccole imperfezioni della pelle, dopodichè diminuisco la clarity fino a circa -40 per levigare la pelle senza però renderla simile alla plastica.

A quel punto passo all’applicazione delle correzioni locali, tramite appunto il comando Adjustment Brush.

Vi consiglio di scaricare i “pennelli” aggiuntivi dal sito di Matt Kloskowski (www.lightroomkillertips.com) e provare a sperimentare un po’.

Personalmente nel mio workflow li uso tutti: skin softening (low), teeth withening, red lips, eyes brightening e iris enhancer.

Ecco una serie di before/after headshots della bella Milli Moto (ritoccati unicamente in Lightroom 3.2).