Category: Tecnica fotografica

L’uovo che vi fa diventare fotografi

Non scherzo, provate voi stessi e vedrete come questo semplice tutorial potrebbe davvero diventare il vostro “uovo di Colombo”. Se non capite l’inglese e’ comunque semplice: prendete un uovo e una qualsiasi luce (anche una lampadina) e proiettate la luce attorno e sopra all’uovo per osservare come la luce e le ombre che crea sull’uovo e sullo sfondo cambino la forma e la percezione dell’uovo stesso. Muovetevi anche avanti e indietro per capire la relazione con cui la luce decade velocemente all’aumentare della distanza. E in men che non si dica avrete capito come funziona la luce (soprattutto in studio ma anche in esterno!).

Lensbaby

So benissimo che un risultato del genere qualche genio di Photoshop lo può ottenere in 5 minuti da qualsiasi immagine, ma a me piace ottenere le MIE immagini direttamente in-camera (quella fotografica, non quella dove dormo). Quindi per questa immagine di Tikva ho usato il piccolo Original Lensbaby basculante a fuoco manuale. Che ne dite?

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Halloween


Per questo scatto la parte critica erano i riflessi speculari sul bauletto e sulla vernice lucida della zucca. Alla fine ho deciso per una hair light direttamente sopra il bauletto, con una flag per evitare troppo spill di luce sul fondale. Sulla zucca ho piazzato una luce spot con griglia da 15˚ per accentuare la bocca e la ragnatela. Il cliente ha scelto lo scatto dove il bauletto rimaneva piu’ scuro, circa 2/3 di stop sottoesposto rispetto alla zucca.

Ecco come l’immagine e’ stata utilizzata

Canon EOS 5D, Canon EF100mm 2.8 Macro USM – 1/125 a f16 e ISO100

(La zucca e’ stata disegnata, dipinta ed intagliata da Samuela Premoli di Atlanta, GA).

Qui sotto la foto del setup e i provini Polaroid

Bilanciamento del bianco

Uno degli aspetti che molti fotografi tendono a sottovalutare e’ il bilanciamento del bianco.

Purtroppo e’ una cattiva abitudine, che si rivela disastrosa in situazioni di luce artificiale o mista (ambiente/artificiale), ma che puo’ creare dei problemi anche in condizioni di luce controllata.

Col digitale infatti si sono introdotti diversi parametri che prima con la pellicola non erano un problema di pertinenza del fotografo. Ora nel workflow, che prevede la consegna al cliente o allo stampatore del file finale corretto e bilanciato (sia RGB che quadricromia CMYK), si sono aggiunti monitor e stampante, oltre al classico sensore (che prima era la pellicola) e la temperatura (termocolorimetrica) delle luci.

Per anni ho lottato con una giusta calibrazione del monitor, ma anche il mio nuovo MacBook Pro non da risultati soddisfacenti e costanti, nonostante abbia usato anche sensori molto costosi. Idem per la stampante, che rimane per me un grosso buco nero, visto che praticamente non stampo direttamente nessuna delle mie foto.

Ma perche’ il bilanciamento del bianco e’ cosi’ importante? Non solo non vogliamo che le nostre foto contengano una dominante di colore (per esempio molte Nikon in passato erano note per dare un dominante gialla, mentre alcune Fuji e Canon viravano al magenta, soprattutto nei toni dell’incarnato). E’ anche fondamentale che i colori mantengano il giusto rapporto tra di loro, ovvero la stessa resa tonale anche in condizioni di luce diverse.

Ricordatevi sempre che quello che noi vediamo come bianco, spesso non lo e’: il nostro cervello influenza la nostra vista e noi vediamo bianco qualcosa che sappiamo essere bianco, a prescindere dalla temperatura della luce. Ma il sensore (cosi’ come la pellicola prima di lui) non hanno cervello e i colori li registrano per quello che sono. Un foglio bianco sotto la luce di una lampadina di casa tira al giallo, mentre sotto il cielo velato a mezzogiorno vira decisamente verso l’azzurro!

Ma se il foglio bianco gia’ sappiamo essere bianco, il volto di una persona o un particolare oggetto non lo sono, ed e’ molto facile che intervengano delle dominanti di colore sgradite, che ne alterano la resa fotografica naturale.

E’ vero che scattando in RAW poi si ha sempre la possibilita’ di riaggiustare il bilanciamento del bianco, ma e’ anche vero che non ci si puo’ fiare semplicemente del proprio occhio o dei colri che vengono rappresentati dal monitor. Serve un riferimento preciso, e alla fine l’approccio piu’ semplice e che da la migliore costanza di risultati e’ quello di scattare una foto test in formato RAW che includa un target per il grigio medio e utilizzarla poi per settare il bilanciamento del bianco in Lightroom (che e’ l’unico programma che uso ormai per le mie foto).

La mia scelta e’ caduta da anni sul piccolo ed affidabile ColorChecker Passport, che grazie alla sua forma conveniente e compatta tengo sempre a portata di mano. La custodia che lo contiene lo difende da raggi UV (che modificherebbero il colore dei campioni), graffi e ditate.

Sul sito del produttore c’e’ un bel video che ne spiega l’uso, ma in sostanza ecco come opero io: per la prima foto del set, dopo aver accuratamente regolato l’esposizione, chiedo alla modella di tenere il target all’altezza del viso e di puntarlo direttamente verso la fotocamera. Quando poi saro’ in Lightroom per sviluppare i file RAW non dovro’ fare altro che selezionare il target per il mio bilanciamento del bianco (io per il digitale uso il terzo quadratino grigio in basso a sinistra) e poi fare la sincronizzazione con tutti gli altri file (selezionando solo la casella bilanciamento bianco!).