Correre nel terrore

Ultimamente sto correndo molto, dunque l’attentato avvenuto al termine dlla maratona di Boston mi ha colpito ancora di più. Avevo amici che la stavano correndo, e ho anche amici che vivono nella zona: per fortuna tutti stanno bene, solo un grande spavento e delle immagini orribili che li accompagneranno per il resto della loro vita.

Quello che mi ha lasciato di sale, però, è che l’attentato è arrivato esattamente il giorno dopo che l’industria militare a stelle e strisce ha dichiarato il 2012 come l’anno dal peggior fatturato in 15 anni. E non dimentichiamoci che il 2014 dovrebbe vedere il ritiro finale delle truppe americane dall’Iraq…

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Ora, dopo Boston, da più parti si parla di un necessario aumento delle misure di sicurezza, del blocco immediato delle riforme alla legge sull’immigrazione e a quella sul controllo delle armi.

Sarò paranoico ma a me sembra tutta una perfetta strategia orchestrata sulla pelle della povera gente, per fare in modo che il business della guerra e degli armamenti torni a pagare succosi dividendi alle industrie coinvolte.

2 commenti su “Correre nel terrore”

  1. Oggi parlavo con Tony, my english teacher, texano e la pensa come te. Devo dire che ne sono rimasto sorpreso, poi non ti dico cosa pensa dell’11 settembre, non te lo dico perchè vivi negli USA e non si sa mai 🙁

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