Fujichrome come se piovesse

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Un paio di settimane fa ho avuto l’occasione di rilevare una giacenza di magazzino di un negozio di Los Angeles: 150 rullini di diapositive Fujichrome in formato 24×36 e 120. Tutte scadute, ottimamente conservate a $1 a rullo.

Come potevo resistere? Adesso ho finalmente la scusa perfetta per ricominciare ad usare tutte le mie vecchie reflex e telemetro analogiche, BAM!

Nella foto li potete vedere ben stivati nel frigo del mio studio/loft di Atlanta.

3 pensieri su “Fujichrome come se piovesse”

  1. Non ritornerei più alla pellicola ma mi manca tanto la “filosofia” che l’uso della pellicola necessita per la preparazione dello scatto.
    Saluti.
    Marco Feresin.

  2. Ciao Marco, io per lavoro ovviamente devo lavorare in digitale, ma la pellicola mi riporta con i piedi per terra, mi costringe a “non sprecare scatti” (spray & pray – come dicono qui) e alla fine mi costringe a usare un po’ di più la testa al momento del click

  3. Hai ragione Pietro, io che mi sono “formato” fotograficamente parlando con l’analogico mi reputo fortunato perché la pellicola, specialmente la diapositiva, ti obbliga a valutare oltre la scena anche la luce in modo da esporre il più correttamente possibile. Ma queste cose sei tu che me le insegni e nei tuoi scatti si vedono. Comunque complimenti oltre che per il tuo lavoro anche per il blog che tieni, lo seguo quando ho tempo con piacere. Sei sincero e “umano” nelle risposte, ci fai sentire come te.
    Buona giornata.
    Marco.