L’ultima stagione delle due tempi

Wow, il 2014 sarà la mia decima stagione come fotografo nell’AMA Supercross. Il 2005 è stato il primo anno in cui ho fotografato il Supercross USA. Ero da pochi mesi passato da Motocross a Motociclismo FUORIstrada e Roberto Ungaro (allora direttore) mi spedí in America a coronare uno dei sogni della mia vita. Ottenere il pass per entrare e fotografare fu un incubo, alla prima di Anaheim (corsa sotto una pioggia torrenziale) mi lasciarono fuori e mi guardai la gara dalla sala stampa. Ma da Phoenix ottenni il pass come fotografo e realizzai i miei primi scatti ai mostri sacri come McGrath, Carmichael, Larocco e Pastrana. Ricordo che Stewart, al suo primo anno sulla 250, si ruppe un braccio in prova e rimase fuori per il resto della stagione indoor. Tortelli invece stava sviluppando la Suzuki 450 a 4 tempi con la quale poi RC dominò il National ed il MXoN in Francia (che Tortelli corse con una KTM…). Del mio corredo ricordo che avevo una Canon EOS 1D primo tipo, un EF 28-70 2.8L, un EF 70-200 2.8L e uno Speedlite 550EX. Max 500 ISO, scattavo tra 1/125 e 1/500 a 2.8 (per la prima 1D il sincro flash era a 1/500). Ricordo che gli stadi erano meglio illuminati di oggi, ma c’era sempre una cortina di fumo azzurro creata dagli scarichi delle due tempi, e l’autofocus qualche volta andava in palla. E poi le batterie: la 1D consumava come una Ferrari, per una giornata di gare ci andavano 4 pile. Io ne avevo solo due dunque mi affidavo a Steve Bruhn (il mitico TFS) che mi permetteva di ricaricare le batterie nel suo motorhome ex-Vuillemin. Bei tempi…

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