Fujichrome come se piovesse

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Un paio di settimane fa ho avuto l’occasione di rilevare una giacenza di magazzino di un negozio di Los Angeles: 150 rullini di diapositive Fujichrome in formato 24×36 e 120. Tutte scadute, ottimamente conservate a $1 a rullo.

Come potevo resistere? Adesso ho finalmente la scusa perfetta per ricominciare ad usare tutte le mie vecchie reflex e telemetro analogiche, BAM!

Nella foto li potete vedere ben stivati nel frigo del mio studio/loft di Atlanta.

Light Blaster parte II

Venerdì pomeriggio ho testato il Light Blaster con una persona reale, e devo dire che è ben diverso (e molto più difficile da gestire) rispetto a quando si usa un manichino. La modella si muove, ha capelli e vestiti che reagiscono in modo diverso alla “proiezione” e virtualmente nessuna superficie liscia da usare come “schermo”, a parte alcune zone della pelle. C’è poi il problema del surriscaldamento del flash inserito nel Light Blaster (che lavora sempre in Manuale a piena potenza) e anche l’aggiunto grattacapo di gestire la lunghezza focale e la messa a fuoco dell’obiettivo ad esso collegato. Ma il potenziale secondo me è ENORME e questo piccolo gadget da $100 mi ha ispirato molto.

Ecco comunque alcuni scatti che ho realizzato con la giovane Cece, una cantante e modella del Belize.

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Il Light Blaster: una nuova aggiunta al mio arsenale

Essere creativi è difficile, spesso MOLTO difficile. Delle volte visualizzo dei risultati che poi faccio fatica a mettere in pratica. Mi piacciono le texture e i giochi di luce ma francamente preferirei realizzarli direttamente in-camera ovvero al momento dello scatto, e non dopo, in postproduzione al computer.

Ecco entrare in campo il Light Blaster (www.light-blaster.com), una cosa che ho visto mesi fa ad una fiera e alla quale non ho dato molta importanza, ma che poi mi è entrata come un tarlo nella testa e ho dovuto assolutamente averla.

In pratica permette di proiettare una diapositiva o una qualsiasi trasparenza sul vostro soggetto o sullo sfondo. È in pratica un mini proiettore di diapositive che però è alimentato dalla luce di un flash e dunque potente a sufficienza per non essere spazzato via dalla luce emessa dalle lampade da studio.

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Per $99 il Blaster è un portapellicola in plastica, dove da un lato dovete agganciare il vostro flash (qualsiasi marca va bene) e dall’altra un’ottica con baionetta Canon EF. Si regola la potenza del flash, si fa la messa a fuoco a seconda dell’effetto che si vuole via, pronti a scattare.

Ecco qui qualche esempio:

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GIVI XS310

Questa settimana ho fotografato una borsa GIVI nata per essere montata sul coperchio delle nuove valige in alluminio Trekker Outback ma adattabile anche al portapacchi optional per la maggior parte dei bauletti GIVI Monokey®.

La prima foto mostra il setup: key light dall’alto, fill con uno stripbox (rapporto 2:1 – la fill light è 1/2 della potenza della key) piazzato frontalmente e due white board ai lati per abbassare il contrasto.

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La foto qui sotto mostra il risultato finale, nessun fotoritocco.

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Mirrorless Round 2: Nikon V1

IMG_2615Dopo una deludente (e rapidissima) parentesi con la Canon EOS M, oggi mi è arrivata la piccola Nikon V1.

I suoi punti di forza sono l’AF velocissimo e la presenza di un viewfinder elettronico integrato, uno dei fattori (ovvero la sua mancanza) che mi ha convinto ad abbandonare la EOS M.

Il problema principale della Serie 1 di Nikon sta nelle dimensioni del sensore CX da 1″ ovvero poco più di 1/4 della grandezza del sensore APS-C della EOS M.

I limiti, secondo le recensioni online, dovrebbero essere la risoluzione e la resa agli alti ISO, mentre pare che la gamma dinamica sia comunque eccellente. Il forte fattore di crop (2.7x) annulla inoltre qualsiasi speranza di avere una profondità di campo bella stretta per usare lo sfuocato in modo creativo.

Il sensore della Canon EOS M era in effetti eccellente: ottimo agli alti ISO, con dei passaggi tonali eccellenti ed una risoluzione spettacolare. Lo stesso sensore ce l’ho nella mia piccola EOS SL1 ed infatti mi piace molto. Ma della M ho davvero odiato la UI (User Interface), il touchscreen non completamente disinseribile e la totale assenza di un mirino elettronico.

Vediamo se riuscirò a tenere questa V1 un po’ più della settimana che ho resistito con la EOS M!

P.s.: grazie all’amico Domenico Valente che mi ha fatto notare come confondessi “mirrorless” e “micro 4/3”!

AGGIORNAMENTO: l’ho data via oggi, 16 maggio 2014. Gran bell’oggettino, bei file, ottima tenuta nelle situazioni di alto contrasto… semplicemente non mi trovo con questo tipo di fotocamere. Credo darò un’ultima chance alla Sony A6000 e poi mi rassegnerò al fatto che arrivando dalla vecchia guardia le macchine per me sono le reflex.

AGGIORNAMENTO 2: oggi, 14 luglio 2014, ne ho presa un’altra refurbished per $249 da Adorama. Per quel prezzo avere una compatta che scatta in RAW, con l’AF così veloce e file di alta qualità anche in luce non eccezionale è un must 🙂