Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, diffamalo!

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Per me non è più una sorpresa, ma in qualche modo mi da ancora fastidio. La foto qui sopra rappresenta esattamente uno dei modi più meschini di fare pubblicità a sfondo ideologico qui negli USA.

Il banner recita “10 TV Shows che furono degli incubi dietro le quinte”. Fin qui niente di male. Se non che la foto mostra Bill Cosby, uno  dei personaggi pubblici che si è dimostrato più onesto nel  criticare la comunità nera americana. Non indugio in particolari, basta fare qualche ricerca su Google per saperne di più.

La sua presa di posizione lo ha ovviamente relegato ad un ruolo pari a zero nello show business americano, tutto proiettato ormai verso un fasullo e sterile approccio “politically correct” ed una continua ricerca di rendersi amiche le “minoranze” siano esse etniche, culturali o sessuali. Basta però scavare un millimetro sotto la superficie hollywoodiana, tutta luccicante, per scoprire che questa direzione è totalmente a senso unico… ma non mi dilungo.

Quanto la “bollatura” da parte dello showbiz vada volontariamente e chirurgicamente a ledere l’immagine chi chi sta “contro” appare chiaro da questo piccolo banner, pubblicato sulla homepage di Yahoo!

Cliccate sul relativo link  e scoprirete che l’inclusione del Cosby Show è solo per ricordare (diapositiva 23 su 29) come Denise Huxtable, una delle protagoniste secondarie, sia stata licenziata dai produttori dopo essere rimasta incinta. Non vedo nessun “nightmare” qui… o sbaglio? Quando alcune delle storie relative agli altri show fanno al contrario rabbrividire.

Ma il punto non è questo. L’oliata macchina della diffamazione non ha perso l’occasione di usare la faccia di Bill Cosby e uno dei più popolari ed amati TV show al mondo in un contesto negativo, che i lettori “allineati” riconosceranno immediatamente. “Ah certo, quel traditore di Bill Cosby, sicuramente dietro le quinte era un gran…”. E scommetto che nessuno proverà nemmeno a cliccare sul link per vedere quale sia il vero contenuto della storia collegata: la loro idea se la sono già fatta e una breve occhiata al titolo e alla foto basta per confermarla.

Sempre la stessa storia cari miei… Una lezione che si ripete nella storia politica a stelle e strisce: se non puoi sconfiggere il tuo nemico, diffamalo!

Fujichrome come se piovesse

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Un paio di settimane fa ho avuto l’occasione di rilevare una giacenza di magazzino di un negozio di Los Angeles: 150 rullini di diapositive Fujichrome in formato 24×36 e 120. Tutte scadute, ottimamente conservate a $1 a rullo.

Come potevo resistere? Adesso ho finalmente la scusa perfetta per ricominciare ad usare tutte le mie vecchie reflex e telemetro analogiche, BAM!

Nella foto li potete vedere ben stivati nel frigo del mio studio/loft di Atlanta.

Light Blaster parte II

Venerdì pomeriggio ho testato il Light Blaster con una persona reale, e devo dire che è ben diverso (e molto più difficile da gestire) rispetto a quando si usa un manichino. La modella si muove, ha capelli e vestiti che reagiscono in modo diverso alla “proiezione” e virtualmente nessuna superficie liscia da usare come “schermo”, a parte alcune zone della pelle. C’è poi il problema del surriscaldamento del flash inserito nel Light Blaster (che lavora sempre in Manuale a piena potenza) e anche l’aggiunto grattacapo di gestire la lunghezza focale e la messa a fuoco dell’obiettivo ad esso collegato. Ma il potenziale secondo me è ENORME e questo piccolo gadget da $100 mi ha ispirato molto.

Ecco comunque alcuni scatti che ho realizzato con la giovane Cece, una cantante e modella del Belize.

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Il Light Blaster: una nuova aggiunta al mio arsenale

Essere creativi è difficile, spesso MOLTO difficile. Delle volte visualizzo dei risultati che poi faccio fatica a mettere in pratica. Mi piacciono le texture e i giochi di luce ma francamente preferirei realizzarli direttamente in-camera ovvero al momento dello scatto, e non dopo, in postproduzione al computer.

Ecco entrare in campo il Light Blaster (www.light-blaster.com), una cosa che ho visto mesi fa ad una fiera e alla quale non ho dato molta importanza, ma che poi mi è entrata come un tarlo nella testa e ho dovuto assolutamente averla.

In pratica permette di proiettare una diapositiva o una qualsiasi trasparenza sul vostro soggetto o sullo sfondo. È in pratica un mini proiettore di diapositive che però è alimentato dalla luce di un flash e dunque potente a sufficienza per non essere spazzato via dalla luce emessa dalle lampade da studio.

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Per $99 il Blaster è un portapellicola in plastica, dove da un lato dovete agganciare il vostro flash (qualsiasi marca va bene) e dall’altra un’ottica con baionetta Canon EF. Si regola la potenza del flash, si fa la messa a fuoco a seconda dell’effetto che si vuole via, pronti a scattare.

Ecco qui qualche esempio:

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GIVI XS310

Questa settimana ho fotografato una borsa GIVI nata per essere montata sul coperchio delle nuove valige in alluminio Trekker Outback ma adattabile anche al portapacchi optional per la maggior parte dei bauletti GIVI Monokey®.

La prima foto mostra il setup: key light dall’alto, fill con uno stripbox (rapporto 2:1 – la fill light è 1/2 della potenza della key) piazzato frontalmente e due white board ai lati per abbassare il contrasto.

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La foto qui sotto mostra il risultato finale, nessun fotoritocco.

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