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Compatte: foto interessanti anche con poca luce

Durante le vacanze natalizie “esplodono” le gallery di foto scattate durante le varie cene e festeggiamenti. Di solito si dividono in due tipologie: scattate senza flash con il telefonino, spesso mosse e con poco dettaglio, oppure scattate con il flash, con una riga di fantasmi bianchissimi in primo piano e tutto buio sullo sfondo.

IMG_0297Ma se avete una compattina digitale  l’alternativa c’è. Il sistema per ottenere i vostri soggetti ben esposti ed illuminati (senza “bruciarli”) e avere uno sfondo con buon dettaglio si basa su una impostazione che ha un nome diverso per ogni marca, ma fa la stessa cosa: imposta un tempo di scatto lento e forza un secondo lampo del flash alla fine dell’esposizione. Generalmente il settaggio si chiama “night portrait” oppure “ritratto notturno” oppure “night snapshot”. L’importante è che non scegliate il “panorama notturno”, che non usa il flash e richiede l’uso del treppiede: i risultati sarebbero disastrosi.

La foto qui sopra l’ho scattata al crepuscolo con una compatta digitale Canon, usando l’impostazione “night snapshot”. L’unico accorgimento che dovete usare è dire ai vostri soggetti di non muoversi finché non vedono il secondo lampo, altrimenti la foto verrà mossa. Il tempo lento della posa permetterà alla luce ambiente di essere registrata (e quindi lo sfondo sarà visibile)  mentre il vostro soggetto verrà perfettamente illuminato e “bloccato” dal colpo di flash finale.

n.b.: lo stesso sistema funziona con le reflex digitali dotate di flash incorporato!

Doppie esposizioni con Sari

Non so come mai, ma ogni volta che lavoro con Sari saltano fuori delle cose “sperimentali”.

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Queste sono doppi esposizioni ottenute direttamente in fase di scatto, e poi convertite in B&N.

Ho piazzato una luce spot con griglia sul lato sinistro e una seconda luce spot che colpisce da dietro, sempre a sinistra, per illuminare il viso quando la modella si gira alla sua destra.

L’impostazione della fotocamera: Canon EOS 1D Mark II con Canon EF 50mm 1.4 USM – ISO 100, otturatore 2sec. a f16.

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In pratica “contavo” la modella: uno, due, tre! Scattavo, partiva la prima flashata e lei si girava verso l’altra luce. Io contavo un altro secondo ed attivavo il bottone test sul radiocomando Pocket Wizard per far partire i flash una seconda volta. In questo modo ho ottenuto due esposizioni distinte (la lettura corretta per un solo scatto sarebbe stata a f11) “congelate” dai flash, con un minimo di immagine fantasma ed effetto mosso tra i due, grazie all’illuminazione proveniente dalle due luci pilota (settate al massimo).

L’ultima immagine invece l’ho ottenuta sincronizzando il flash sulla seconda tendina, attivando le luci una sola volta. Il risultato è l’immagine fantasma che si vede, un risultato diverso e meno “chiassoso” rispetto alla doppia esposizione vera e propria.

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Isis

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Prima di aggiungere i layer in Photoshop ho impostato lo scatto con già in mente di convertirlo in B&N.

Quel poco di colore deriva da un layer che ho inserito in overlay.

Come luci qui ho un softbox grande con griglia sulle sinistra del fotogramma e una hair light (snoot) che arriva in controluce alla destra in alto del fotogramma, puntata verso il basso.

Conversione in B&N con NIK Silver Efex Pro 2 e successiva aggiunta di tre layer in Photoshop.

Jude

I can only say… WOW! The intensity of this man!!!

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AGGIORNAMENTO: visto che me lo avete chiesto in molti ecco il setup e la postproduzione che ho usato.

La luce principale è un softbox piazzato in alto a destra del fotogramma, che punta verso il basso. Il softbox ha una griglia per rendere la luce ancora più direzionale e limitare lo spill al di fuori del soggetto. La zona opposta alla luce principale era troppo scura e dovevo schiarire le ombre per abbassare il contrasto. Ma non volevo perdere la texture data dalla luce singola ed angolata dunque non ho usato un secondo flash ma un pannello riflettente silver alla sinistra del fotogramma. L’ho avvicinato finché mi ha dato dettaglio attorno all’orecchio e al mento, ma non di più.

Come potete vedere spesso nelle mie foto mi piace comporre lasciando fuori parte della testa: in questo modo faccio convergere maggiormente l’attenzione sugli occhi e in questo caso sulle mani, che fanno secondo me il 50% della foto.

Il tocco finale l’ho aggiunto in postproduzione convertendo l’immagine in B&N con il filtro Wet Rocks del plugin NIK Silver Efex Pro 2.

Canon EOS 5D MKIII, Canon EF100 f/2.8 Macro USM – 1/125 sec. a f/16 ISO 100

Convertire le foto in bianco & nero: Nik Silver Efex Pro 2

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Da quando Google ha acquistato la software house Nik, una delle migliori poduttrici di plug-in per Photoshop e Lightroom, ho iniziato ad avere paura che ne facessero uno sfacelo. In particolare il bellissimo convertitore per B&N Silver Exef Pro 2, che è in assoluto considerato lo standard di settore.

Il mio consiglio è di fiondarsi ad acquistare il pacchetto Nik da Google, che ora costa solo $149 e include TUTTI i plug-in Nik (ai tempi il solo Silver Exef costava quel prezzo!). Nel dubbio meglio “metterselo in cascina” prima che Googla decida di pasticciarlo…

Se non siete convinti osservate la foto di Tarah. Ho pulito la pelle in Lightroom, poi ho lanciato il plug-in Silver Efex Pro 2 dall’interno di LR4, ho convertito l’immagine in B&N usando un solo click (filtro 019 Fine Art) e sono rientrato su LR dove ho aggiunto il watermark ed esportato la JPG finale. Notate i passaggi tonali sul viso e come il nero si è mantenuto bello “chiuso”, uno dei pregi di SEP2 laddove molti dei filtri di LR o PS tendono a “slavare” i toni più scuri.