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Una fonte preziosa per fotografi

Stasera mi imbarcherò pe il mio volo verso il Sudafrica: 16 ore non-stop, so già che diventerò matto… Oltretutto il mio posto è il 50A, ovvero ULTIMA FILA (in pratica mi siedo sulla coda) quindi vuol dire che ballerò il rock&roll per tutto il viaggio. Beh, almeno laggiù mi aspetta una bella smotazzata di una settimana nella zona attorno al parco Kruger!

Comunque non era questo di cui volevo parlarvi. Oggi parlo di Pinterest: se proprio dovete buttare via ore sui social media almeno spendetele bene… provate Pinterest.

Pinterest per me è una fonte continua di ispirazione. Non solo in termini di immagini e stili fotografici, ma anche per una miriade di altre cose, infatti spesso raccomando ai fotografi “neopatentati” di seguire alcune “board” sulla fotografia. La vostra bacheca si riempirà di un mare di informazioni utili: come scegliere la vostra macchina fotografica, quali obiettivi, uso del flash, luce continua, luce in studio, schemi di illuminazione per diversi tipi di foto, come posare i soggetti o gli oggetti, come ritoccare le immagini, e mille suggerimenti fai da te. Una fonte inesauribile!

Principalmente io uso Pinterest con i clienti che hanno in mente un determinato risultato ma non riescono ad esprimerlo al 100% o non riescono a trovare una specifica foto che lo illustri alla perfezione. In quel caso li invito  creare una “board” da condividere con me, sulla quale fanno il “pin” di tutte le immagini che in qualche modo richiamano il loro risultato sperato e danno a me una migliore idea di come muovermi. Il cliente a questo punto non deve fare altro che targare immagini su Pinterest o ovunque sul web e io le vedo immediatamente nella board condivisa: facile!

Light Blaster parte II

Venerdì pomeriggio ho testato il Light Blaster con una persona reale, e devo dire che è ben diverso (e molto più difficile da gestire) rispetto a quando si usa un manichino. La modella si muove, ha capelli e vestiti che reagiscono in modo diverso alla “proiezione” e virtualmente nessuna superficie liscia da usare come “schermo”, a parte alcune zone della pelle. C’è poi il problema del surriscaldamento del flash inserito nel Light Blaster (che lavora sempre in Manuale a piena potenza) e anche l’aggiunto grattacapo di gestire la lunghezza focale e la messa a fuoco dell’obiettivo ad esso collegato. Ma il potenziale secondo me è ENORME e questo piccolo gadget da $100 mi ha ispirato molto.

Ecco comunque alcuni scatti che ho realizzato con la giovane Cece, una cantante e modella del Belize.

Rachel

Per questa foto ho ricevuto dal cliente una richiesta abbastanza strana: Rachel ha 23 anni ma ne dimostra 17 (davvero!) quindi mi ha chiesto di farle un ritratto per il suo curriculum che la facesse sembrare “più vecchia”.

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Il setup lo vedete qui sotto, ed è il classico “clamshell” ovvero “conchiglia”. La luce A (octodome medio) è la key light, la luce B (softbox medio) fa da fill per schiarire le ombre ed abbassare il contrasto sotto il mento. Sullo sfondo la luce C ha un gel blu per dare un tono meno drammatico al nero del rotolo di carta. Il cliente era posizionato in piedi dove c’è la X. Il rapporto tra key e fill è 2:1 ovvero la luce B è regolata a metà della potenza della luce A.

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Dati macchina: Canon EOS 5D MKIII, Canon EF 85mm 1.8 USM a f8, tempo 1/125 sec ISO 100.

Credo di essere riuscito nell’intento di far sembrare Rachel un po’ meno giovane, soprattutto grazie all’effetto dato dallo sfondo più scuro del solito grigio medio che si usa in questi casi, e dalla scelta del secondo vestito che il cliente ha portato, un blu elettrico terribile che qui in USA fa molto “donna in carriera di mezza età”.

Doppie esposizioni con Sari

Non so come mai, ma ogni volta che lavoro con Sari saltano fuori delle cose “sperimentali”.

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Queste sono doppi esposizioni ottenute direttamente in fase di scatto, e poi convertite in B&N.

Ho piazzato una luce spot con griglia sul lato sinistro e una seconda luce spot che colpisce da dietro, sempre a sinistra, per illuminare il viso quando la modella si gira alla sua destra.

L’impostazione della fotocamera: Canon EOS 1D Mark II con Canon EF 50mm 1.4 USM – ISO 100, otturatore 2sec. a f16.

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In pratica “contavo” la modella: uno, due, tre! Scattavo, partiva la prima flashata e lei si girava verso l’altra luce. Io contavo un altro secondo ed attivavo il bottone test sul radiocomando Pocket Wizard per far partire i flash una seconda volta. In questo modo ho ottenuto due esposizioni distinte (la lettura corretta per un solo scatto sarebbe stata a f11) “congelate” dai flash, con un minimo di immagine fantasma ed effetto mosso tra i due, grazie all’illuminazione proveniente dalle due luci pilota (settate al massimo).

L’ultima immagine invece l’ho ottenuta sincronizzando il flash sulla seconda tendina, attivando le luci una sola volta. Il risultato è l’immagine fantasma che si vede, un risultato diverso e meno “chiassoso” rispetto alla doppia esposizione vera e propria.

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Chiara, in luce naturale

Mia sorella Chiara mi ha chiesto una serie di ritratti al volo mentre ero in Italia l’ultima volta.
Abbiamo scattato a casa sua in soggiorno, in luce naturale sfruttando una grande finestra e le tende bianche in controluce come sfondo.

Per questo scatto:
Canon EOS 5D MKIII
Canon EF 24-105 4L (a 105mm)
ISO 2000
f4 a 1/100sec

L’unica luce era quella proveniente dalla finestra sullo sfondo, ho volutamente sovraesposto per usare un po’ di spill ed illuminare il viso, anche se ho perso microcontrasto (che in questo caso mi ha aiutato a gestire meglio il tono e la texture della pelle).

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Jude

I can only say… WOW! The intensity of this man!!!

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AGGIORNAMENTO: visto che me lo avete chiesto in molti ecco il setup e la postproduzione che ho usato.

La luce principale è un softbox piazzato in alto a destra del fotogramma, che punta verso il basso. Il softbox ha una griglia per rendere la luce ancora più direzionale e limitare lo spill al di fuori del soggetto. La zona opposta alla luce principale era troppo scura e dovevo schiarire le ombre per abbassare il contrasto. Ma non volevo perdere la texture data dalla luce singola ed angolata dunque non ho usato un secondo flash ma un pannello riflettente silver alla sinistra del fotogramma. L’ho avvicinato finché mi ha dato dettaglio attorno all’orecchio e al mento, ma non di più.

Come potete vedere spesso nelle mie foto mi piace comporre lasciando fuori parte della testa: in questo modo faccio convergere maggiormente l’attenzione sugli occhi e in questo caso sulle mani, che fanno secondo me il 50% della foto.

Il tocco finale l’ho aggiunto in postproduzione convertendo l’immagine in B&N con il filtro Wet Rocks del plugin NIK Silver Efex Pro 2.

Canon EOS 5D MKIII, Canon EF100 f/2.8 Macro USM – 1/125 sec. a f/16 ISO 100

TEXTURE

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Ecco la mia nuova mania, l’uso delle texture, ispirata dal lavoro di un fotografo qui di Atlanta che ammiro molto (Max Eremine). A breve vi darò più informazioni sia su Max che sul metodo che uso per ottenere queste immagini. Fatemi sapere cosa ne pensate!

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Mosso controllato

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Per realizzare questa foto di Sari ci sono voluti molti tentativi, non tanto per azzeccare la posa giusta, l’espressione del viso (che ancora non mi convince…) e lo svolazzo del vestito, quanto per combinare la potenza del flash e la durata del tempo di scatto.

Volevo un effetto mosso che fosse comunque bloccato parzialmente dal flash, ma che desse anche un’atmosfera da sogno.

I dati Exif della foto li vedete qui sotto:

Screen Shot 2013-10-06 at 12.44.37 AM

Zoom Canon EF 24-105mm 4L IS a 47mm, posa 0.4 secondi a f4.5

La luce principale era data dall’octodome da 2.1 metri alla destra della fotocamera, e il tempo di posa esageratamente lungo (a mano libera) ha introdotto l’immagine fantasma e il mosso che rende tutto più morbido ed onirico. La dominante gialla non è aggiunta in postproduzione ma è data dal sovrapporsi della luce pilota del flash (bilanciata a 3200K) a quella bianca (5500K) del flash stesso. L’esposizione “lunga” l’ha infatti resa visibile.

Hollee e i suoi capelli

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Quando capita una modella con questi capelli bisogna assolutamente enfatizzarli e portare la loro importanza quasi al livello di quella degli occhi (che secondo me devono restare sempre l’elemento catalizzante). Hollee ha fatto il resto con una posa innocente e allo stesso molto seducente.

Il setup di questo scatto lo vedete nella foto sotto, con l’octodome da 2 metri piazzato al lato destro camera e un pannello riflettente a schiarire le ombre dal lato sinistro. L’accento sui capelli è dato da una luce piazzata esattamente dietro la testa della modella,  puntata verso l’obiettivo e controllata da uno snoot. Ratio 1:2, dove lo snoot in controluce è 1 stop più potente della key light.

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Come regolare il flash nelle foto d’azione?

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Ecco la domanda che l’amico Luca Ponteggi mi ha inviato:

“Ciao Pietro, ti volevo chiedere un consiglio sulle impostazioni del flash per le foto sportive, io ho come te una 1D MKII. Fotografo quasi esclusivamente di giorno e vorrei utilizzare il flash per aprire le ombre nelle giornate più nuvolose o nei controluce. Tu come ti regoli?”.

Ho provato a rispondere in modo esaustivo, e credo che possa interessare a tutti:

“Dipende sempre dalla situazione… in linea di massima con il flash uso tempi lunghi per stare dentro il limite di sincronizzazione dell’otturatore, generalmente 1/200 o 1/160, ma anche molto meno. In luce naturale scatto sempre in manuale, ma con il flash spesso uso gli automatismi.

Data la rapidità del lampo sappi che il tempo controlla la luce ambiente e il diaframma controlla la luce flash (vedi il mio post Dragging the shutter). Normalmente col flash uso l’automatismo a priorità di tempi. Con Canon programma Av a 1/160, 550EX in modalità E-TTL, di giorno ISO 100 di sera dipende da quanta luce ambiente voglio catturare. Piu alti gli ISO meno effetto fantasma hai perché catturi più luce ambiente anche a tempi relativamente brevi. Con i controluce è diverso perché devi vincere in potenza la luce che c’è dietro. In generale scatto in Manuale con il flash sempre in E-TTL (per mantenere il full auto) e poi aumento la potenza del flash di 1/3 alla volta con la compensazione finché non ottengo un buon bilanciamento. Se invece vuoi solo dei fill-in puoi usare la macchina in Manuale come al solito (io per le foto di azione cerco sempre di stare attorno al 1/800 sec con diaframma più aperto possibile e ISO piu bassi possibile) e poi il flash lo imposti sempre su E-TTL ma in modalità Hi-speed. In questo modo puoi usare qualsiasi tempo di scatto ma occhio che la potenza del flash cala di brutto”.

Dati della foto in alto (Justin Barcia al Supercross di Las Vegas 2013 – pieno giorno):
Canon EOS 5D MKIII in modalità AV a priorità dei tempi
Canon EF 24-105L 4 IS a 96mm
ISO 100
1/160 a f11
flash Canon 550EX in E-TTL

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Dati della foto qui sopra (Marvin Musquin al Supercross di Las Vegas 2013 – all’imbrunire):
Canon EOS 5D MKIII in modalità AV a priorità dei tempi
Canon EF 24-105L 4 IS a 67mm
ISO 400
1/160 a f11
flash Canon 550EX in E-TTL